Maltrattamenti e lesioni su moglie e figli, condannato a 2 anni e 4 mesi


15 aprile 2021

Ieri, un uomo di 42 anni residente nella provincia di Viterbo, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti della moglie e dei due figli, entrambi minori, è stato condannato alla pena di anni 2 e 4 mesi  di reclusione e al risarcimento dei danni in favore delle persone offese costituitesi parti civili. L’associazione, che gestisce il centro antiviolenza Battiti, si è costituita parte civile nel processo e ha, quindi, ottenuto un risarcimento; somma che sarà impiegata per progetti e iniziative di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne.

Un grazie alle avvocate Arianna Dilio, a fianco di Battiti nel processo, e a Maria Grazia Carnevale, che ha difeso la donna, per il prezioso lavoro svolto.

La violenza di genere è, infatti, un problema che ci riguarda tutte e tutti.

“Pregiudizi e stereotipi di genere troppo spesso trovano posto nelle arringhe e nelle sentenze” sostengono le avvocate Carnevale e Dilio, che esprimono soddisfazione per la sentenza ottenuta oggi. 

“I casi di violenza di genere e i femminicidi sono, purtroppo, in costante aumento – dichiara la presidente di Battiti, Stefania Giommi -. La situazione è aggravata dai lockdown imposti dalla pandemia: per questo motivo, la costituzione come parte civile in un processo di associazioni che, come la nostra, gestiscono un centro antiviolenza, assume un importante significato culturale: saper riconoscere la violenza nelle relazioni uomo-donna è il primo passo per combatterla, anche e soprattutto nelle aule di tribunale.

Le donne che subiscono violenza in famiglia – continua Stefania Giommi – affrontano quasi sempre completamente da sole un lungo percorso ad ostacoli, che rischia di trasformarsi in calvario se non adeguatamente supportate. Spesso le vittime subiscono in silenzio per anni, per l’isolamento a cui porta la stessa situazione di violenza, per vergogna, per paura o per mancanza di consapevolezza. In molti casi le vittime si sentono sole e indifese: non sanno a chi rivolgersi per ottenere l’aiuto necessario e interrompere la spirale della violenza; altre volte trovano il coraggio di denunciare il loro aggressore, ma prive di una rete strutturata di sostegno e di messa in protezione, si trovano esposte a un pericolo addirittura maggiore.

“Il lavoro più importante che si può e che si deve fare per sradicare il fenomeno della violenza di genere è quello di prevenzione – prosegue Giulia Ragonese, responsabile del Centro Antiviolenza Battiti -. I centri antiviolenza e le associazioni come la nostra investono moltissime energie e risorse nella prevenzione: cercano ogni giorno di rendere possibile un cambiamento culturale e politico, non più rimandabile.

E’ davvero fondamentale sensibilizzare sul tema l’opinione pubblica, a partire dalla scuola e dalle giovani generazioni fino ai media; ma soprattutto è importante sottolineare la necessità di una formazione specifica e continua di tutti i soggetti che possono venire in contatto con donne vittime di violenza, o con i loro figli, vittime a loro volta di violenza assistita: medici e personale sanitario, psicologi, avvocati, magistrati, assistenti sociali, forze dell’ordine. Purtroppo ancora oggi, nei mondi che vengono a contatto con la violenza sulle donne sono presenti molti pregiudizi.

Per questo la specializzazione e la formazione sono cruciali. Occorre quindi lavorare congiuntamente, istituzioni e associazioni, per l’attivazione di una rete territoriale antiviolenza, che predisponga protocolli operativi tra aziende sanitarie, forze dell’ordine, procure, enti locali, centri anti-violenza”.

L’associazione Battiti è un’associazione di promozione sociale nata nel 2016 a Vetralla, dall’idea di alcune donne di portare alla luce il tema dei diritti delle donne e della violenza di genere. L’associazione persegue, tra i suoi obiettivi, quello di prevenire e contrastare la violenza di genere, attraverso la gestione del Centro Antiviolenza di Vetralla, che grazie a operatrici formate in materia offre gratuitamente ascolto e sostegno alle donne vittime di violenza (colloqui, consulenze legali e psicologiche).

Realizza inoltre azioni di sensibilizzazione e formazione, collaborando con le istituzioni per sensibilizzare la cittadinanza ad un’educazione dei sentimenti fondata sul rispetto reciproco e sulla solidarietà.

L’associazione opera grazie al volontariato e collabora attivamente con le maggiori realtà regionali e nazionali che operano nel contrasto alla violenza di genere, promuove campagne informative e di orientamento agli altri servizi territoriali per le donne vittime di violenza, iniziative culturali per il rispetto delle differenze di genere, progetti di formazione per le operatrici e gli operatori della rete antiviolenza del territorio.