Femminicidio Castel Sant’Elia, dobbiamo impegnarci di più


27 settembre 2021

Il femminicidio di Castel San’Elia avvenuto questo fine settimana ci spezza il cuore ma non ci lascia sgomente.

Abbiamo piena consapevolezza della violenza sulle donne nel viterbese. Sia questo, che lo scorso fine settimana, il telefono di reperibilità del nostro centro antiviolenza, attivo h24, ha continuato a squillare e abbiamo trascorso, come avviene durante la settimana, il nostro tempo ad accompagnare le donne fuori dalle loro storie di violenza, operando spesso in emergenza.

Questo femminicidio non ci lascia sgomente perché conosciamo i numeri, avendo ricevuto centinaia di telefonate, ma rischiamo di essere pervase da un senso di impotenza se non riusciamo ad accrescere le nostre risorse, a fare di più. L’uccisione di Anna ci interroga, ci fa chiedere se avremmo potuto arrivare anche a lei, se fossero necessari più volantini, più informazione, più capillarità nel territorio, più sportelli, più progetti.  Sono questi i pensieri che ci dilaniano il cuore.

Seguiamo con passione, forza, dedizione, le vicende delle donne che si separano dopo anni di maltrattamenti e che arrivano da noi. Sappiamo quanto sia difficile trovare la forza per separarsi, quanto peso abbia la paura, il terrore che quella separazione possa scatenare l’ira e la violenza dell’uomo.

Sappiamo quanto sia difficile per una donna denunciare il padre dei propri figli e figlie. Sappiamo quanto il percorso sia pieno di ostacoli, di false riappacificazioni, di stereotipi e pregiudizi provenienti da media, istituzioni, società in genere.

Eppure sappiamo che una donna può liberarsi dalla violenza se supportata da un centro antiviolenza che, se ha le competenze giuste e fa rete con le forze dell’ordine, riesce a darle gli strumenti per costruirsi una vita autonoma e libera, per sé e per i suoi bambini e le sue bambine. C’è un modo per frenare questa strage, dobbiamo dirlo forte, e capirlo tutti insieme.

A Vetralla, il comune dove abbiamo sede, come avevamo detto, proseguono i colloqui con i candidati sindaci alle prossime elezioni, perché pensiamo che le amministrazioni comunali debbano essere coinvolte e sensibilizzate sempre di più.  E’ chiaro, che il tema non investe solo il territorio comunale, ma tutto il distretto e l’intera provincia. Continueremo a interfacciarci con tutte le istituzioni, per fargli aprire gli occhi non solo sulla violenza di genere, ma anche sulle strategie adeguate (perché validate a livello nazionale e internazionale) per fermarla.

Dobbiamo trovare le connessioni giuste per proseguire il nostro lavoro con più forza ed ottenere il riconoscimento del nostro centro antiviolenza. Sappiamo che possiamo fare di più.

Nei prossimi giorni chiameremo a raccolta tutte le associazioni che nel nostro territorio vogliono occuparsi di violenza sulle donne. I nostri rapporti con le Forze dell’Ordine di tutta la provincia sono quotidiani. E’ necessario e urgente costruire una rete forte, reale, concreta, che si forma e che lavora.